sabato 13 settembre 2008

8 (otto): RE:SET parte III

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La messa in scena di questo dramma, la cui mole occuperebbe, secondo misure terrestri, circa dieci serate, è concepita per un teatro di Marte. I frequentatori dei teatri di questo mondo non saprebbero reggervi. Perché è sangue del loro sangue e sostanza della sostanza di quegli anni irreali, inconcepibili, irrangiugibili da qualsiasi vigile intelletto, inaccessibili a qualsiasi ricordo e conservati soltanto in un sogno cruento, di quegli anni in cui personaggi da operetta recitarono la tragedia dell'umanità.La vicenda, che trascorre per cento scene e cento inferni, è impossibile, frastagliata, priva di eroi come quella. Il suo humour è soltanto l'autoaccusa di uno che non è impazzito all'idea di aver superato a mente sana la testimonianza di quegli avvenimenti.

Karl Kraus, dalla premessa a 'Gli ultimi giorni dell'umanità' (ediz. italiana a cura di E.Braun e M.Carpitella, Adelphi 1996)

giovedì 4 settembre 2008

7 (sette): RE:SET parte II

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"Ad ogni individuo, il suo posto; ed in ogni posto il suo individuo. Evitare le distribuzioni a gruppi; scomporre le strutture collettive; analizzare le pluralità confuse, massive o sfuggenti. […] Si tratta di stabilire le presenze e le assenze, di sapere dove e come ritrovare gli individui, di instaurare le comunicazioni utili, di interrompere le altre, di potere in ogni istante sorvegliare la condotta di ciascuno, apprezzarla, sanzionarla, misurare la qualità o i meriti. Procedura, dunque, per conoscere, padroneggiare, utilizzare".
M.Focault, "Sorvegliare e punire. Nascita della prigione" - Torino, Einaudi, 1976, pp.155-156
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Note:
3 links:
I. Wikipedia
II.foucault.info
III. YouTube: Foucault e Chomsky parte 1 e 2